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JUVENTUS, LA VOCE DI EBOLI ALL’ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI: EMILIO CICALESE VOTA CONTRO L’AUMENTO DI CAPITALE

today3 Novembre 2026 1

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Il piccolo azionista, dirigente della Casa della Vecchia Signora di Eboli, inoltre noto ed apprezzato imprenditore agricolo ed ex amministratore pubblico, ha percorso mille chilometri per partecipare all’assemblea: «Cinque aumenti di capitale dal 2019, ma i risultati sono molto modesti. A pagare sono i piccolissimi azionisti

Torino – La passione per la Juventus non cancella la delusione per i risultati sportivi e le scelte societarie. È un intervento dai toni appassionati, ma anche fortemente critici, quello pronunciato da Emilio Cicalese, piccolo azionista bianconero originario di Eboli, durante l’assemblea degli azionisti della Juventus del 3 novembre 2026. Cicalese ha affrontato un viaggio di circa mille chilometri per essere presente a un appuntamento al quale pensava da venti giorni, lasciando a casa i propri affetti e i propri impegni. Un viaggio che ha voluto trasformare in un’occasione per dare voce a una categoria spesso poco ascoltata: quella dei piccoli e piccolissimi azionisti. Cicalese è dirigente della Casa della Vecchia Signora, realtà che conta circa 250 iscritti e fa riferimento al club di Cercola, che può contare su 1.500 associati. «Sono serio, ma sono arrabbiato», ha esordito davanti alla presidenza e agli altri azionisti, spiegando di voler interpretare il sentimento di tanti investitori che continuano a sostenere la società bianconera, ma che oggi manifestano preoccupazione per le scelte compiute e per le prospettive future. Il cuore, ha spiegato, continua a dire «Forza Juve», ma la ragione impone una riflessione. Nel mirino soprattutto la politica degli aumenti di capitale: secondo quanto evidenziato da Cicalese, si è arrivati a cinque operazioni dal 2019 a oggi, tre delle quali negli ultimi tre anni, senza che a suo giudizio siano arrivati risultati adeguati sul piano sportivo e gestionale. Non meno severo il giudizio sul settore giovanile e sulla prima squadra, con risultati definiti «molto modesti» e «deludenti». Una situazione che, secondo l’azionista ebolitano, impone una presa di coscienza da parte della dirigenza, soprattutto nei confronti di chi ha investito risorse personali nella società per amore dei colori bianconeri. La parte più significativa dell’intervento è arrivata con l’annuncio del voto contrario all’aumento di capitale. Una posizione che Cicalese ha motivato non tanto con l’ultima operazione in sé, quanto con una serie di scelte societarie che, a suo avviso, hanno finito per penalizzare soprattutto i piccoli risparmiatori. «Chi ha a cuore la Juve ha acquistato azioni Juventus, però poi vede distrutte le proprie azioni», ha sottolineato, richiamando la perdita del 42% del valore dei titoli, dato da lui citato durante l’assemblea. «I grandi problemi non li hanno, chi paga sono i piccolissimi azionisti». Una presa di posizione netta, dunque, che si è tradotta in un voto contrario, pur senza rinunciare alla speranza che in futuro la società possa ritrovare la strada giusta, sia sotto il profilo economico sia sotto quello tecnico e sportivo. «Mi riserverò la prossima volta un voto positivo, perché vorrà dire che finalmente avremo imboccato la strada giusta», ha aggiunto. In chiusura, Cicalese ha affidato il proprio saluto a una battuta diventata celebre, adattandola alla situazione bianconera: «Io speriamo che me la cavo… alla Juve?». Poi l’augurio alla dirigenza: «Lavorate bene, perché stiamo soffrendo assai e non poco». Un intervento che porta la voce di Eboli e dei piccoli azionisti nel cuore della vita societaria della Juventus. Perché si può continuare ad amare una squadra, senza per questo rinunciare al diritto di criticarne le scelte.

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Scritto da: Marco Naponiello

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