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Egregi Consiglieri,Oggetto: considerazioni formulate in diritto al Piano Urbanistico Attuativo “Fascia Costiera” del Comune di Eboli.
Premessa
La sottoscrizione del Piano Urbanistico Attuativo “Fascia Costiera” solleva rilevanti perplessità sotto il profilo giuridico, gestionale e sostanziale, nella misura in cui la proposta attuale rischia di sacrificare esigenze fondamentali della collettività, la tenuta del tessuto economico locale e, cosa ancor più grave, i presidi di legalità e sicurezza. Gli elementi finora esposti evidenziano una programmazione carente sia nella prospettiva della sostenibilità ambientale che, soprattutto, nella promozione di uno sviluppo realmente compatibile e competitivo. Si ritiene necessario sottoporre al Consiglio alcune articolate osservazioni, fondate su rilievi normativi e su argomentazioni giurisprudenziali solide e condivise.
Esclusione della residenzialità turistica
La deliberata esclusione di forme di residenzialità turistica – quali campeggi, villaggi turistici, Camping, case mobili, costituisce, sul piano normativo e socio-economico, un limite strutturale sovente stigmatizzato dalla migliore dottrina urbanistica e giurisprudenza amministrativa. In aree a vocazione turistica consolidata, la disciplina urbanistica deve necessariamente contemperare la salvaguardia ambientale con il diritto degli operatori e della collettività locale a misure d’integrazione e presidio costante del territorio. In tale prospettiva, il venir meno della residenzialità turistica determina la perdita di occasioni di sviluppo economico, di controllo sociale e di presidio, aggravando i rischi di abbandono e di degrado territoriale.
Inadeguatezza delle opere di urbanizzazione primaria.
Il Piano non garantisce la realizzazione tempestiva e prioritaria delle opere di urbanizzazione primaria, nonostante ciò costituisca, secondo consolidata giurisprudenza amministrativa, condizione indefettibile per la validità ed efficacia delle previsioni urbanistiche. L’assenza di infrastrutture di base, rete idrica, fognaria, pubblica illuminazione, raccolta rifiuti, servizi igienici, presidi di sicurezza, pregiudica qualsiasi ipotesi di reale attrattività turistica, nonché il rispetto dei parametri igienico-sanitari inderogabili per l’uso pubblico delle aree.
“ A questo proposito faccio notare che: la Lottizzazione Abusiva per Assenza di Urbanizzazione (Cassazione Penale).
La Corte di Cassazione (es. Sez. III, sentenze n. 32191/2025, n. 35880/2008) ha stabilito che l’edificazione in aree sprovviste di opere di urbanizzazione primaria configura il reato di lottizzazione abusiva.
Non è possibile procedere con il rilascio di titoli edilizi se non vi è la prova rigorosa della preesistenza e sufficienza di tali infrastrutture.
Indefettibilità degli Standard (Consiglio di Stato).
Secondo la consolidata giurisprudenza amministrativa, le previsioni di un piano urbanistico che prescindono dalla realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria sono da ritenersi viziate.
Il Consiglio di Stato ha ribadito che gli standard urbanistici minimi (D.M. 1444/1968) sono una condizione di legittimità per l’uso pubblico e la fruibilità delle aree.Onere della Prova in Aree già Urbanizzate.
Anche nei rari casi in cui si richieda di costruire in assenza di piani attuativi (lotti interclusi), la giurisprudenza (es. Consiglio di Stato, Sez. IV, n. 7843/2020) pone in capo al soggetto attuatore/privato l’onere di dimostrare che le opere di urbanizzazione primaria esistenti siano qualitativamente e quantitativamente sufficienti.
L’Impatto sulla Pianificazione
Alla luce di questa giurisprudenza, un Piano che non garantisca la realizzazione tempestiva di queste opere manca del presupposto di effettività. L’assenza di una rete fognaria, idrica e dell’illuminazione pubblica rende le aree inutilizzabili dal punto di vista igienico-sanitario, precludendo qualsiasi reale sviluppo turistico o insediativo. Un’azione legale o un’osservazione al Piano potrebbe far leva sull’illegittimità dello stesso per eccesso di potere per difetto di istruttoria e di coerenza logica, evidenziando l’impossibilità di raggiungere gli scopi previsti (l’attrattività turistica) in mancanza dei servizi essenziali.
Valorizzazione dei presidi di legalità e ruolo degli stabilimenti balneari
È dato atto che, nella situazione attuale, gli stabilimenti balneari assurgo a presidio essenziale di legalità sul territorio, rappresentando spesso l’unico argine al proliferare di fenomeni di abusivismo e microcriminalità. Marginalizzare gli operatori regolari, o configurare la loro attività come residuale rispetto ad una fruizione indistinta del tratto costiero, tradisce l’evidenza giurisprudenziale per cui la cura delle amministrazioni nel disciplinare in modo trasparente e incentivante il ruolo del concessionario regolare incide positivamente sulla sicurezza e sulla coesione sociale del territorio.
Carenza di una visione turistica organica.
Sul piano pianificatorio, difetta un progetto turistico coerente, che valorizzi non soltanto la risorsa naturale, ma pure le componenti identitarie, storico-culturali e paesaggistiche dell’area. L’assenza di strategie di marketing, di eventi capaci di destagionalizzare le presenze, di percorsi esperienziali ed innovativi, priva il territorio di opportunità di rilancio e competitività, in uno scenario nazionale ed europeo che privilegia ormai modelli di sviluppo integrati e sostenibili.
Insufficienza dei presidi di controllo e sicurezza.
La protezione del territorio e dell’utenza non può esaurirsi in generici richiami alla vigilanza. La moderna giurisprudenza, anche costituzionale, impone alla pubblica amministrazione l’obbligo di presidiare attivamente le aree di maggiore fragilità sociale mediante piani di videosorveglianza, presenza effettiva delle forze dell’ordine e coinvolgimento di operatori privati laddove necessario. L’assenza di un piano specifico rischia di rendere inefficaci anche le più lodevoli misure di tutela ambientale.
Degrado sociale e fenomeni di illegalità diffusa.
Si segnala altresì che le criticità più gravi, quali furti, abbandono incontrollato di rifiuti, presenza irregolare di cittadini extracomunitari, spaccio e attività illecite, possono essere contrastate solo mediante una rinnovata alleanza tra amministrazione, operatori regolari e forze dell’ordine, nonché attraverso efficaci politiche di inclusione e controllo sociale. Il mero irrigidimento dei vincoli normativi, senza adeguate misure di governo del fenomeno, è inefficace e potenzialmente controproducente.
Precedenti omissioni amministrative e fenomeni erosivi.
La riduzione delle superfici utili e il mancato ampliamento delle concessioni, altresì dovuti al persistente fenomeno erosivo, impongono una programmazione lungimirante e un accesso costante alle risorse pubbliche, statali ed europee, destinate specificamente alla difesa della costa. Le amministrazioni precedenti hanno colpevolmente omesso la partecipazione a bandi di ripascimento, lasciando la pineta e gli ecosistemi costieri in gravissimo pericolo, con il correlato danno economico, sociale ed ambientale.
A tal riguardo si richiama la Legge 27 dicembre 2017, n. 205 (art. 1, commi 114-120), che ha istituito un fondo nazionale per la prevenzione e il risanamento delle aree colpite da fenomeni erosivi, affidando al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica la gestione degli stanziamenti. Similmente, il PNRR – Missione 2 e i fondi FESR e FSE prevedono finanziamenti specifici per progetti di difesa e valorizzazione costiera. L’accesso a tali risorse, tuttavia, è condizionato dalla predisposizione di progetti esecutivi conformi alla normativa ambientale e urbanistica, con obbligo di VAS, VINCA e procedure autorizzative stringenti.
Eccessivo irrigidimento normativo e procedurale.
La stratificazione normativa cui è soggetta l’area evidenzia una rigidità procedurale che si traduce in incertezza per gli operatori e in inefficacia delle azioni amministrative. La giurisprudenza amministrativa invita a calibrate semplificazioni e a strumenti di premialità per gli operatori virtuosi, affinché la sostenibilità ambientale non si risolva in paralisi o inefficienza decisionale.
Proposte operative e richieste.
Alla luce delle criticità illustrate, appare urgente ed essenziale promuovere:
a) l’inserimento di residenzialità turistica temporanea (campeggi, villaggi, strutture leggere temporanee) quale presidio umano, economico e sociale, anche in via sperimentale;
b) la rapida attuazione delle opere di urbanizzazione primaria, con priorità su ciclo dei rifiuti, pubblica illuminazione, sicurezza e servizi igienico-sanitari, mediante ricorso a fondi statali, europei e regionali;
c) il riconoscimento del ruolo di presidio sociale ed ambientale svolto dagli operatori balneari attraverso specifiche convenzioni con il Comune, con obblighi di vigilanza e collaborazione nella gestione della sicurezza territoriale;
d) la previsione di misure integrate di controllo e lotta alla microcriminalità, mediante il coinvolgimento sinergico di forze di polizia locali e statali e, ove necessario, soggetti privati;
e) l’adesione ai bandi di finanziamento per la difesa della costa, previa elaborazione di progetti pienamente conformi alla normativa ambientale e agli orientamenti europei e nazionali;
f) la semplificazione procedurale in materia di concessioni, autorizzazioni e rinnovi, rimodulando vincoli particolarmente gravosi e introducendo meccanismi di premialità per le imprese che perseguano obiettivi di sostenibilità e innovazione;
g) l’affermazione, in termini di regolamento urbanistico e bandi concessori, del ruolo sociale, occupazionale e di presidio territoriale degli operatori balneari, secondo criteri trasparenti e meritocratici.
Conclusioni Alla luce delle considerazioni espresse, si invita il Consiglio Comunale e l’Amministrazione ad avviare una revisione incisiva e responsabile del Piano, orientata a restituire centralità allo sviluppo equilibrato, rispettoso tanto delle esigenze di tutela quanto di quelle di promozione sociale, turistica ed economica del territorio costiero. È necessario superare logiche di mera tutela formale e abbracciare un modello di governance che armonizzi legalità, sostenibilità, innovazione ed effettiva inclusività, ponendo rimedio alle gravi omissioni pregresse e fornendo solide basi per uno sviluppo autenticamente sostenibile
.Con osservanza
Avv. Edoardo Rocco

Scritto da: Marco Naponiello
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