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“Elirose” Zappa conquista la finale al Concorso Internazionale “Voglio dirti grazie!” Ad Agropoli: la fotografia diventa un inno alla gratitudine
di Marco Naponiello
AGROPOLI. Un importante riconoscimento per l’artista leccese Elisabetta “Elirose” Zappa, che conquista la finale nella sezione Arti Visive / Fotografia della seconda edizione del concorso internazionale “Voglio dirti grazie!”, ideato da Luisa Cantalupo e dal Centro Culturale Studi Storici “Il Saggio”. L’affermazione è stata ufficializzata durante le serate conclusive della manifestazione, svoltesi ad Agropoli il 26 e 27 agosto 2026, che hanno riunito artisti provenienti da differenti discipline, dalla poesia alla narrativa, dalla pittura alla scultura, fino alla musica, alla danza, alla recitazione e alle arti visive. Un mosaico di linguaggi accomunati da un unico sentimento: la gratitudine. In questo contesto, il lavoro di Elirose si è distinto conquistando la finale nella categoria dedicata alla fotografia. Uno sguardo oltre l’immagine Per Elisabetta Zappa, questo riconoscimento rappresenta una nuova tappa di un percorso nel quale la fotografia diventa strumento di osservazione e interpretazione della realtà. Il suo sguardo si concentra su particolari, geometrie, atmosfere e dettagli capaci di trasformare la semplicità quotidiana in emozione. Una ricerca che negli anni ha rivolto particolare attenzione a Lecce e al patrimonio storico, artistico e architettonico del Salento, dalla pietra leccese al barocco, dalle decorazioni alle prospettive urbane, fino alle molteplici espressioni della cultura del territorio. Quando la gratitudine diventa appartenenza. Il tema del concorso assume per l’artista un significato ancora più profondo. Il suo grazie è rivolto idealmente innanzitutto alla sua terra: Lecce e l’intero Salento, fonte di radici, ispirazione e memoria. È proprio questo sentimento ad accompagnare “Radici”, l’opera con cui Elirose ha conquistato la finale: una fotografia d’autore evocativa, realizzata in bianco e nero, ricca di poesia e capace di suggerire, attraverso la forza dell’immagine, un legame profondo con le proprie origini. “Radici” diventa così non soltanto un’opera fotografica, ma una dichiarazione d’appartenenza. Un omaggio a una terra nella quale storia, arte e tradizione continuano a dialogare con il presente e che, attraverso luoghi, architetture, paesaggi e testimonianze culturali, alimenta costantemente la sensibilità dell’artista. Il rapporto di Elirose con il Salento va infatti oltre la semplice osservazione: è uno sguardo partecipe, attento a custodire attraverso la fotografia frammenti di bellezza e di memoria.
Agropoli, incontro di linguaggi e sensibilità. La manifestazione di Agropoli ha rappresentato un significativo momento di confronto tra artisti e discipline differenti, affidando a ciascun linguaggio creativo la possibilità di interpretare il tema della gratitudine. Le serate conclusive hanno celebrato i finalisti e i vincitori delle diverse sezioni, in una cornice sostenuta anche da importanti realtà istituzionali e territoriali, tra cui il Comune di Agropoli, la Capitaneria di Porto e la Lega Navale. Il risultato ottenuto da Elirose assume quindi un valore particolare: una voce artistica profondamente legata alla cultura pugliese trova un riconoscimento oltre i confini regionali, portando con sé un immaginario fatto di luoghi, memoria, bellezza e appartenenza.
Un riconoscimento da condividere. Elisabetta “Elirose” Zappa desidera condividere questo traguardo con gli organizzatori, il Centro Culturale Studi Storici “Il Saggio”, la direzione, la giuria, i collaboratori, le istituzioni e tutti gli artisti che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione. Ma il suo grazie più autentico resta rivolto alla propria terra. A Lecce e al Salento, che continuano a offrirle ispirazione, forme, colori, atmosfere e storie. Una terra che, attraverso “Radici”, trova una nuova forma di racconto: essenziale, intensa, silenziosa e poetica. Il riconoscimento di Agropoli aggiunge così un nuovo tassello al percorso di Elirose, confermando una ricerca nella quale tecnica e sensibilità procedono insieme. La fotografia diventa memoria, emozione e, soprattutto, uno strumento per dare valore a ciò che rischia di diventare invisibile. Perché, talvolta, un’immagine non serve soltanto a ricordare ciò che abbiamo visto. Serve a ricordarci perché abbiamo scelto di amarlo.
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Scritto da: Marco Naponiello
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