Eboli

LISTE D’ATTESA, ALL’OSPEDALE DI EBOLI VISITE FISSATE ANCHE A UN ANNO DI DISTANZA

today12 Settembre 2026 213

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Anziani e pazienti fragili alle prese con tempi incompatibili con prevenzione e continuità assistenziale. Dopo il caso della 92enne Maddalena, nuova denuncia: controllo endocrinologico fissato a giugno 2027 per una paziente Marisa quasi 82enne con un passato oncologico

 

Non accenna a placarsi l’emergenza delle liste d’attesa nella sanità campana, un collo di bottiglia che continua a penalizzare pesantemente le fasce più deboli della popolazione. Ad Eboli, il diritto alla salute si scontra quotidianamente con tempi di attesa che superano ogni limite di ragionevolezza, sollevando seri interrogativi sulla tenuta del sistema sanitario locale e sulla sua reale capacità di proteggere le persone più vulnerabili.A testimoniare una situazione ormai gravosa e insostenibile per i pazienti, in particolare per quelli anziani, sono storie che si sommano l’una all’altra, facendosi simbolo di un malessere diffuso e profondo. Dopo il clamoroso caso della signora Maddalena, 92 anni, disabile grave ai sensi della Legge 104 e affetta da maculopatia, per la quale il primo appuntamento utile per l’avvio delle iniezioni intravitreali è stato fissato a settembre 2027, a confermare questo drammatico quadro è la vicenda della signora Marisa, quasi 82 anni. Presentatasi allo sportello dell’Ospedale di Eboli per prenotare visite specialistiche essenziali, la donna, con un passato oncologico segnato da un intervento al colon e da successivi cicli di chemioterapia, si è vista assegnare la prima data disponibile per un controllo endocrinologico a giugno 2027. Questi episodi, strettamente interconnessi, ripropongono con forza la gravità di una piaga che colpisce direttamente la prevenzione e la continuità assistenziale per chi ha un quadro clinico complesso. Di fronte a dilazioni di anni, il ricorso alle prestazioni private a pagamento diventa per la maggior parte dei pensionati un’alternativa impossibile. La scelta si fa drammatica: intaccare risparmi spesso esigui o rinunciare del tutto ai controlli periodici necessari per la propria salute. La frustrazione per un sistema che appare incapace di garantire una tutela prioritaria alle persone fragili risuona forte nelle parole dei familiari, costretti a districarsi tra nodi burocratici e sportelli saturi. «Le nostre mamme, tra mille peripezie, meriterebbero di vivere in un Paese civile, specialmente per essere tutelate in quanto persone fragili – lamenta Sandro, figlio di una delle anziane coinvolte –. I disagi del Servizio Sanitario Nazionale in Campania ci ricordano come la riforma del Titolo V della Costituzione del 2001, in virtù del principio di sussidiarietà verticale, abbia delegato la gestione della sanità alle singole Regioni, che oggi devono rispondere direttamente di queste inefficienze». A fargli eco sono le proteste di altri cittadini e delle associazioni del territorio, che chiedono interventi immediati di riorganizzazione e un coordinamento effettivo tra i medici di medicina generale e le strutture territoriali dell’ASL. «Non possiamo accettare che la prevenzione oncologica e la gestione delle patologie croniche restino ostaggio della burocrazia – evidenzia Marco –. Serve un canale prioritario ed effettivo per gli over 80 e per i pazienti con esenzione per patologia grave. Assegnare visite a uno, due o tre anni di distanza equivale, nei fatti, a un rifiuto di prestazione». La questione rimane aperta e urgente: servono risposte concrete e immediate da parte dei vertici della Regione Campania, affinché il diritto alle cure sancito dalla Costituzione non si riduca a una mera formalità sulla carta per gli anziani di Eboli.

GIUSEPPE SANFILIPPO

 

Scritto da: Marco Naponiello

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