L’esclusione delle liste del PCI dai collegi di Eboli, Salerno, Scafati ed Avellino è un atto antidemocratico privo, ad oggi, di una risposta finita e concreta
Campania Elezioni News

L’esclusione delle liste del PCI dai collegi di Eboli, Salerno, Scafati ed Avellino è un atto antidemocratico privo, ad oggi, di una risposta finita e concreta

Queste elezioni non saranno un esercizio democratico della volontà popolare perché sono frutto di una legge che, a partire dai requisiti di accesso, è costruita per ostacolare la presentazione di nuove liste e mantenere intatte poltrone e interessi. Con un Presidente della Repubblica che, sordo ai ripetuti appelli per consentire una maggiore partecipazione a difesa delle libertà e dei diritti, si profila non presidente di tutti i cittadini ma solo dei partiti politici più forti. Abbiamo aperto la raccolta firme proprio invitando i cittadini ad un esercizio di democrazia e hanno risposto in più di 1500 tra le province di Salerno ed Avellino per colmare una palese ingiustizia. La riflessione, allora, va ad un intero Paese che continua a definirsi democratico ma che nulla fa per creare una classe dirigente riconosciuta come tale e per dotarsi di apparati burocratici garanti dei diritti dei cittadini. L’esclusione delle liste del PCI priva intere aree di rappresentanze territoriali, blindandole a favore di deluchiane pedine, nonché della possibilità di avere delle sentinelle nelle Istituzioni. Un’esclusione che rende il nostro impegno sui territori ancora più necessario. Contro l’ipocrisia di un partito unico e delle sue discussioni di parvenza ma non di sostanza nei contenuti e contro i suoi scagnozzi territoriali che ogni giorno sacrificano intere aree ad un sistema fatto di privilegi ed interessi. Saremo in campagna elettorale a suon di contenuti, riportando la discussione dalle poltrone ai territori e dai personalismi alle persone, rimettendo al centro ciò che manca: la politica. Se la politica ci fosse avrebbe qualcosa da dire e lo direbbe a voce alta, invece, tutto tace.