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“I LIBRI E LA CULTURA AL TEMPO DEL CORONAVIRUS”: PENULTIMO APPUNTAMENTO STAGIONALE CON LAURA AVELLA

Con questa ultima analisi di Laura Avella, inerente la Cultura al tempo del Coronavirus, ci avviciniamo a concludere  per questa stagione le disamine dell’intellettuale cilentana intorno le problematiche collegate alla crisi pandemica, auspicando che in seguito non si abbiano più a ripetere.

Naturalmente con l’avvocato Avella, continueremo una collaborazione a 360° in ambito culturale per tutta l’Estate, lei che ricordiamolo, è editorialista della rivista “Il Saggio” di Eboli fondata dal Cav. Giuseppe Barra, nonché esponente di spicco della dell’associazione culturale ViviCilento.

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La pandemia ha costretto all’isolamento sociale, ma tra tante cose negative quella positiva è stata la riscoperta dei libri.

La passione per la lettura ha indotto a pensare, immaginare e anche a sognare.

Stare chiusi in casa tutto il giorno, per tanti giorni, è stato naturale trovare il miglior passatempo quello di leggere i libri ormai ingialliti e dimenticati sullo scaffale. Un “bene rifugio” un modo per evadere dai problemi.

Leggere così tanto e, tanto intensamente sino ad ubriacarsi di parole, al punto che la realtà non risultasse noiosa.

Stare distanti, gli uni e gli altri, ha avvicinato alla lettura che nei mesi passati non rappresentava, per molti, una priorità poiché tutti più o meno immersi in mille problemi del quotidiano.

Sono cominciati gli acquisti on line e tra tanti oggetti trovati in rete a poco prezzo, non sono mancati i libri.

L’arrivo dei pacchi era diventato una gioia quasi infantile come quella provata dai bambini aprendo i regali di Natale.

Le città sempre più vuote e simulacro di se stesse, private delle belle vetrine illuminate attrattiva del turista, desideroso di acquistare il libro sulla storia, i luoghi e tradizioni, anche culinarie, della città da visitare per comprenderla meglio e restare affascinato nel visitarla e intrigato dalla scoprire racconti aneddoti e ricette. Lo studente in cerca del magico libro talismano per superare l’esame, e la madre con i propri figli in cerca dei libri da colorare.

Tutto quanto ricorda con nostalgia, resta un ricordo dei giri tra gli stend divisi per materie e tra tante proposte letterarie una per ogni persona: l’arguto lettore e quello sprovveduto in cerca di una copertina accattivante o un titolo intrigante.

La ricerca dell’ultimo best seller che sicuramente diventerà un soggetto per un film.

RestA un ricordo sfogliare i libri, toccarli e persino annusarli come se avessero un’anima.

Comprare il libro da leggere che l’amica del cuore ha già letto, ma che gelosamente custodisce, e decidere di acquistarlo per il gusto di parlarne insieme in una serata da trascorrere in piacevole compagnia.

Beh! Le serate in compagnia ora che non si può uscire, né andare a teatro! Eppure si era aspettato per vedere l’attore di prosa, quello austero e bello e magari  emozionarsi tentando di arrivare al suo camerino.

L’abbonamento del cinema chissà quando potrà essere riutilizzato, per tornare a ridere a crepapelle con i propri nipoti davanti alla proiezione di un cartoon.

Gli attori cinematografici intervistati in tv hanno lamentato la crisi economica del settore e, commossi, hanno parlato di impoverimento culturale ma anche personale.

Lo stare fermi e chiusi in casa non è una cosa accettabile per nessuno. Il mondo della cultura gira anche intorno al cinema, tv e teatro la cui macchina organizzativa non è solo composta di attori, ma da tante figure professionali e artigiani che spaziano dal produttore ai truccatori, dall’ autore del libro al costumista.

Il lavoro intellettuale del regista da valutare e magari premiare resta un evento lontano essendo tutto fermo dal camion con gli attrezzi per allestire la scena da preparare in ogni città o sul set cinematografico.

Attori, cantanti e ballerini sono tutti in prima fila in attesa di sviluppi positivi.

Il loro lavoro quotidiano è come allenarsi in palestra poiché una scena, un vocalizzo un passo di danza sono tutti momenti per costruire una carriera.

Per alcuni sempre in salita, per altri di conferma del successo o alcuni per superare una crisi e, con una battuta d’arresto, chissà quale futuro.

Tutti fermi a ricordare la serate di stelle al caldo al freddo, con tanta nostalgia ora che le luci del palcoscenico sono spente.

I giornalisti attendono l’attrice o il cantante oppure l’esibizione dell’étoile per emozionate il lettore del quotidiano.

Non sono stati stampati alcuni periodici attesi ogni mese con ansia e dove l’autrice provetta scrive qualche articolo per diletto.

I tipografi e gli editori sono stati in trepidante attesa per poter sentire nuovamente il rumore dei rulli della carta da stampare, ed anche il libro dell’autore,  che ogni notte tirava a far tardi per correggere le bozze e che, ha dovuto riporre nel cassetto come un diario senza la parola fine.

In tv scorrono vecchi programmi in replica o la nuova formula del conduttore solo che finge di essere in compagnia sperando che i propri fans, costretti a casa, li seguano con l’affetto di sempre.

Un virus percorre le strade mentre i contatti diventano sempre meno possibili.

Avremmo fatto mille cose, ma solo mille e più le abbiamo solo pensate e non potute realizzare.

L’isolamento ha determinato tante azioni irrazionali, ma non quella dell’incontro tra il lettore e il libro, sperando che quando tutto si stabilizzi le loro strade non si separeranno.

Laura Avella

 

 

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