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Fratelli d’Italia Eboli: “Diecimila multe non fanno sicurezza. La città vive una realtà ben diversa”

Le dichiarazioni dell’assessore alla sicurezza Antonio Corsetto sullo stato della sicurezza a Eboli lasciano più di una perplessità e colpiscono soprattutto per la distanza evidente tra il racconto dell’amministrazione e la realtà vissuta quotidianamente dai cittadini. Ancora una volta abbiamo assistito a un lungo elenco di ringraziamenti rivolti a questo o quel corpo dello Stato, alla Polizia Municipale, ai Carabinieri, alla Guardia di Finanza. Un copione ormai noto, perché si sa, quando i risultati concreti mancano, si riempiono i comunicati con attestati di stima e parole di circostanza. Ma i cittadini di Eboli non vivono di comunicati stampa. Vivono la realtà dei fatti. Dal centro alle periferie cresce la preoccupazione per furti nelle abitazioni, rapine e continui episodi di microcriminalità. È una percezione diffusa che l’assessore sembra non conoscere fino in fondo, dimostrando una preoccupante impreparazione rispetto a ciò che realmente accade sul territorio. Si parla di numeri che darebbero sicurezza alla città. Ma quali sarebbero questi risultati? Il sequestro delle biciclette elettriche non a norma? L’aumento esponenziale delle sanzioni amministrative? Le oltre diecimila multe elevate dalla Polizia Municipale? È questa la sicurezza che si vuole raccontare alla città? Perché a molti cittadini sembra piuttosto un modo per aumentare le entrate nelle casse comunali più che per contrastare la criminalità. Oppure le “grandi azioni” sarebbero il divieto di giocare a pallone nelle piazze o l’installazione di fototrappole che, come dimostrano le recenti vicende delle discariche abusive, producono più annunci che risultati concreti? Se l’amministrazione non riesce ad arginare nemmeno la criminalità più spicciola, diventa difficile credere che possa contrastare fenomeni ben più gravi come furti e rapine che stanno interessando sempre più quartieri della città. Anche sul tema della videosorveglianza, di cui da anni si parla senza che i cittadini abbiano mai un quadro chiaro e trasparente, l’assessore continua a rimanere nel vago. Quante telecamere sono realmente attive? Quante funzionano davvero? In quali quartieri sono operative? Su questo punto chiediamo chiarezza immediata, perché la videosorveglianza non può essere soltanto uno slogan. Ulteriore elemento che lascia perplessi riguarda la situazione del comando della Polizia Municipale. Come ben noto, all’interno del comando operano già tre ufficiali, perfettamente in grado di garantire la guida e l’organizzazione del servizio. Una circostanza che dovrebbe portare l’amministrazione a fare una riflessione seria anche sul piano economico: valorizzare le professionalità interne potrebbe consentire una gestione efficace del comando e, allo stesso tempo, una riduzione dei costi dello stipendio a carico delle casse comunali. La verità è semplice: i numeri citati dall’assessore sono numeri da relazione di fine anno, utili forse per riempire i report amministrativi e bonus. Ma i fatti raccontano tutt’altro. Eboli oggi vive un clima di crescente preoccupazione e gli ebolitani lo sanno bene, perché lo vivono sulla propria pelle ogni giorno. Per questo la città non ha bisogno di propaganda o di narrazioni rassicuranti. Ha bisogno di amministratori preparati, consapevoli della realtà e capaci di mettere in campo azioni concrete ed efficaci. Il resto sono solo parole.

Scritto da: Marco Naponiello
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