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*Da Castel San Giorgio all’Ambasciata del Messico: Identità Mediterranea porta Salerno e la Campania tra Ospiti Illustri*

today12 Settembre 2026 42 5

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*Da Castel San Giorgio all’Ambasciata del Messico: Identità Mediterranea porta Salerno e la Campania tra Ospiti Illustri*

Non è una semplice degustazione, è diplomazia culturale con accento salernitano. L’associazione Identità Mediterranea, fieramente nata a Castel San Giorgio e guidata dal giornalista enogastronomico e sommelier Gaetano Cataldo, firma per la terza volta consecutiva il brindisi ufficiale per l’Anniversario della Liberazione del Messico.

Un risultato che consacra nel mondo capitolino e diplomatico un percorso costruito negli anni, niente affatto improvvisato o dettato dalla sorte.

E che ha, inoltre, un suo simbolo più forte: l’Ambasciatore in persona, Sua Eccellenza Genaro Fausto Lozano Valencia, è stato ospite d’onore di Identità Mediterranea in Cilento, tra i tesori archeologici e naturali salernitani, prima di aprire i saloni di Via Spallanzani a Roma alle nostre cantine, assaporando per l’occasione la pizza di Ciro Pecoraro.

L’appuntamento è il 15 settembre prossimo all’Ambasciata del Messico a Roma per la tradizionale cerimonia del Grito de Dolores, che commemora il 216° anniversario dell’inizio della Guerra d’Indipendenza messicana.

*Quando il Vino diventa atto di Cultura e Diplomazia: il percorso di Identità Mediterranea*

La presenza di quest’anno è la naturale evoluzione di sette storiche tappe che hanno visto l’avvicendamento di due Ambasciatori, S.E. Carlos Eugenio García de Alba Zepeda e il suo successore Genaro Fausto Lozano Valencia.

In questo diario di bordo ci sono: il 214° e 215° Anniversario della Liberazione, la carta dei vini per la cena di gala per gli accordi bilaterali per la partecipazione dell’Italia alla Fiera Internazionale del Libro di Guadalajara curata dallo stesso Cataldo, i brindisi per la ballerina Triana Botaya López e quello per la biografia di Julio Iglesias, curata dal direttore dell’Istituto Cervantes a Roma, oltte alla celebrazione per le Forze Armate Messicane.

Ne è conseguita, appunto, la visita in Cilento dell’Ambasciatore: dalla città di San Matteo a Battipaglia, da Prignano Cilento a Giungano, da Paestum a Casalvelino, per raggiungere infine da Agropoli, via mare, l’approdo di San Nicola in quel di Montecorice.

A sigillare il dialogo interculturale, anche l’iniziativa dello scorso novembre quando Cataldo ha portato la cucina tradizionale messicana nell’Agro Sarnese Nocerino con la chef Diana Beltran, tra l’altro giudice internazionale di Masterchef e docente per la Gambero Rosso Academy.

*Le nove eccellenze vitivinicole della Regione Campania*

La Campania quest’anno sarà regina indiscussa con nove cantine quest’anno

VITICOLTORI COCOZZA, L’orgoglio contadino di Agropoli.

Ci spostiamo a sud, dove la macchia mediterranea incontra Paestum. È la nostra cantina di bandiera. Opera con il modello affascinante della cantina diffusa, con piccoli fazzoletti di terra tra colline argillose battute dal vento marino del Cilento. Il cuore è la linea Vallone Scuro: Fiano e Rosato da Aglianico androgini e sapidi, con note terrose e di macchia spontanea. Per l’Ambasciatore è stato scelto Vallone Scuro Aglianico IGT Paestum 2024.

AGRICOLA BELLARIA (Roccabascerana)
Nel cuore dell’Irpinia, attorno a un tiglio secolare simbolo di radici profonde. Porta in dono Taurasi Riserva DOCG 2015 e il progetto di recupero Coda Rara, antichissima varietà di Coda di Volpe a bacca rossa.

IL IV MIGLIO (Quarto)
Della Famiglia Verde, evoca il quarto miglio della Via Consolare Campana. Qui Falanghina e Piedirosso sono a piede franco, perché la fillossera non è mai riuscita a penetrare i terreni vulcanici. Per l’Ambasciatore: Macchia Bianco Falanghina Riserva Campi Flegrei DOC 2018.

CANTINE PALAZZO MARCHESALE (Villa di Briano)
Realtà storica delle famiglie Benfidi e Vanacore, legate alla Real Casa Borbonica sin dal 1800. Paladina dell’Alberata Aversana, con viti che si arrampicano fino a 15 metri su pioppi vivi. Omaggio: Brianò Asprinio Spumante Brut.

CASA SETARO (Trecase)
Di Massimo Setaro, arroccata nel Parco Nazionale del Vesuvio. A lei si deve il salvataggio del Caprettone. Presenta una Magnum di Fuocoallegro Piedirosso Vesuvio 2024.

ASPRINIO DE ANGELIS (Casal di Principe)
Fondata dall’ingegnere Francesco De Angelis, visione biologica e rigorosa sull’Asprinio. In dono Magnum Mattia Asprinio Spumante Brut Metodo Classico 2020.

CANTINE MATESE (Alife)
Hub identitario guidato da Leandro Sannullo e dall’enologo Vincent Renzo, con le tre linee Elepha, Malise e Ren. Porterà Tintilia del Molise DOC 2022.

OCONE 1910 (Ponte)
Pilastro storico del vino campano dal 1910, fedele al Taburno. Scelta: Magnum Anastasi Aglianico del Taburno DOCG 2017.

CA’ STELLE (Castelvenere)
Nel comune più vitato d’Italia, moderna e sostenibile. Valorizza Camaiola e Falanghina. In dono Dolce Andromeda Barbera del Sannio DOC 2020.

*L’importanza del Messico per l’Italia*

Al di là del fascino dei saloni romani della diplomazia, portare la Campania a questo galà rappresenta un’opportunità economica straordinaria e strategica.

Il Messico non è un mercato qualsiasi. È una delle praterie commerciali più dinamiche e affamate di Made in Italy dell’intero continente americano, dove la classe media e i settori d’alto profilo mostrano un interesse crescente per i vini premium e le eccellenze autoctone non commerciali.

Ma c’è di più: culturalmente, Messico e Sud Italia parlano la stessa lingua, quella della famiglia, della terra, della festa come rito identitario.

Celebrare il Grito de Dolores del 1810, l’appello di Don Miguel Hidalgo y Costilla contro il dominio spagnolo, significa celebrare valori universali di libertà e autodeterminazione che sono gli stessi delle nostre terre.

Ecco perché la via che unisce Castel San Giorgio a Città del Messico appare oggi incredibilmente più breve. Quella del 15 settembre non sarà solo la festa d’Indipendenza di una grande nazione amica, le cui relazioni diplomatiche con l’Italia nascono oltre 150 anni fa, ma la nascita di un nuovo capitolo di solidarietà, cultura, business e mondanità enoica.

Scritto da: Marco Naponiello

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